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DELL'EDIZIONE LOCALE › CHIETI
venerdì
7 novembre 2003
Il sindaco di Pennapiedimonte attacca la Regione
Opera lirica in Belgio ma nessuno è
informato
«Uno spreco di denaro pubblico».
In teatro solo 15 spettatori per l’Uccellatrice
PENNAPIEDIMONTE.
«Eravamo a Charleroi, in un teatro fantastico da duemila posti e
c’erano soltanto quindici spettatori ad assistere allo spettacolo della
compagnia del Marrucino. La Regione ha speso non si sa quanti soldi per
questa manifestazione e poi non l’ha pubblicizzata», denuncia il
sindaco di Pennapiedimonte, Vincenzo Carideo. «Oltre allo spreco
di denaro pubblico questo è stato deleterio per l’immagine dell’Abruzzo
e umiliante per gli attori».
Carideo si è trovato per caso in questa
situazione, era a Charleroi per una serie di incontri con associazioni
di abruzzesi in Belgio e la sera di sabato ha saputo casualmente dello
spettacolo che si sarebbe tenuto nella grandissima struttura del Palais
des beaux arts, ingresso gratuito. La compagnia metteva in scena “L’uccellatrice“,
opera promossa dalla Regione Abruzzo in occasione del semestre italiano
di presidenza nell’Ue e messa in scena al teatro Marrucino alcune sere
fa. «Fra l’altro devono averci speso moltissimo, basti pensare a
viaggio, vitto e alloggio per le circa venti persone della compagnia e
mi hanno detto che hanno dovuto fare anche sei biglietti aerei in più
per poter inviare tutto il materiale necessario a musica e scenografia»,
continua Carideo. «Una bella iniziativa se pubblicizzata, ma non
si possono sprecare fondi pubblici in questo modo. Fra l’altro sono numerosissime
le associazioni di connazionali che non hanno saputo nulla ed avrebbero
avuto grande piacere di poter assistere». A Charleroi, infatti, su
300 mila abitanti sono 60mila gli italiani che spesso promuovono iniziative
culturali in particolare con i sindaci abruzzesi.
Carideo sottolinea la grande serietà e
dedizione della compagnia teatrale che, nonostante il deludente numero
di spettatori, ha ugualmente deciso di andare in scena. «Non erano
presenti neanche le autorità locali, figuriamoci che, oltre al funzionario
regionale Mario D’Eramo, l’unico rappresentante istituzionale ero io, capitato
lì per caso».