
martedì 10 agosto 2004
Ieri sportelli in funzione solo per due ore
L’unica impiegata è in ferie Poste chiuse per tre giorni Pennapiedimonte
protesta
PENNAPIEDIMONTE.
L’ufficio postale rimane chiuso senza preavviso per tre giorni e la
gente naturalmente si infuria. A causa delle ferie dell’unica impiegata
l’ufficio di via Cavate non ha aperto gli scorsi venerdì e sabato e anche ieri
nessun segno di vita all’orario di apertura. Poi le poste hanno inviato un
impiegato che ha messo in moto l’ufficio a mezzogiorno, per chiudere alle 14. La
gente, anziani in gran parte, ha fatto la spola finché ha potuto, per poi
rinunciare, mentre i più tenaci hanno stazionato nei dintorni nell’attesa.
«Vengo da una frazione a diversi chilometri da qui», racconta una donna, «e
ho dovuto farmi accompagnare in macchina da un vicino. Forse qualcuno pensa che
siamo pupazzi nelle loro mani». E con un gesto di stizza si avvia giù per la
strada. La chiusura, come anche l’apertura a orario ridotto, non era stata
comunicata agli utenti del piccolo paese, poco più di 600 abitanti in minima
parte residenti nel centro storico, il resto sparso nelle frazioni più a valle.
«Si fa un gran dire della tutela e dello sviluppo delle aree interne», osserva
Carmine Di Santo, sindaco dal ’95 al ’99, «ma questi episodi sono qui a
ricordarci che finora si tratta di parole e c’è l’aggravante costituita da una
popolazione per lo più anziana, con mobilità ridotta, e che ha nell’ufficio
postale un importante punto di riferimento per diverse pratiche, anzitutto la
riscossione della pensione. Irrita soprattutto», soggiunge l’ex sindaco, «che la
direzione provinciale delle poste non abbia fatto nulla per avvisare per tempo
il paese del disservizio che si sarebbe creato». In municipio non c’è stata
ancora una presa posizione nella questione. Al momento non risultano iniziative
di protesta o richieste di spiegazioni avanzate alle poste dal Comune o
dall’opposizione. «Non guasterebbe svegliarsi e vigilare sul rispetto degli
impegni verso la nostra comunità da parte della direzione provinciale delle
poste e i cittadini di sicuro gradirebbero una presa di posizione decisa
dell’amministrazione comunale». Intanto sull’unica panchina davanti al piccolo
ufficio è un avvicendarsi di persone stanche, buie in volto. Il sole che picchia
e la mancanza dei comfort domestici prendono il sopravvento e ci si avvia
mestamente verso casa. I paesini dell’interno si sentono abbandonati anche
nell’era della telematica e dei cellulari. (f.b.)