
Sabato, 12 Marzo 2005
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Cede una strada, a rischio 2500 pecore e maiali
Pennapiedimonte frana isolate due aziende
PENNAPIEDIMONTE. Una strada che frana e isola due aziende in cui si allevano pecore e suini, 2500 in tutto, un laboratorio artigianale e un’abitazione. Lo smottamento si è portato via anche i collegamenti elettrici e per l’acqua potabile che oggi dovrebbero essere ripristinati. Franate anche due case, vecchie e disabitate. Il sindaco si appella alla Regione, gli allevatori chiedono aiuto per far arrivare il mangime agli animali.
Pagina 5 - Chieti
Penna, la strada frana e isola due aziende
Duemila pecore e 500 suini rischiano di morire, travolte due vecchie case
PENNAPIEDIMONTE.
«Ieri l’amara sorpresa: la strada era franata e le nostre aziende
isolate», racconta Giovanni Desiderioscioli, allevatore di suini. La strada Di
là dal colle durante la notte tra il 17 e il 18 ha ceduto per più di cento
metri, creando un dislivello di circa 6 metri. Ancora oggi rimangono isolate due
aziende agricole, un laboratorio artigianale e un’abitazione. Lo smottamento si
è portato via anche i collegamenti elettrici e per l’acqua potabile che oggi
dovrebbero essere ripristinati.
Nella zona si trovano oltre 2000 pecore e 500 suini e gli allevatori
chiedono aiuto per far arrivare il mangime necessario alla sopravvivenza degli
animali. Un camion con 180 quintali di mangime per i suini è sufficiente per 15
giorni. «Nella situazione di emergenza le pecore possono anche uscire al
pascolo, ma per i maiali la situazione è davvero critica», continua
Desiderioscioli, «li ho messi a dieta, ho provviste di cibo che al massimo potrò
far durare fino a lunedì, ma non oltre e invece per l’acqua arrivo fino a
domani. Siamo completamente isolati, l’unica possibilità, se la strada non viene
ripristinata, è l’elicottero». Gli allevatori non vivono nelle aziende agricole,
ma ora restano isolati anche Nicola e Carmine Carideo, che abitano nella zona
colpita. Nel giro di una notte il volto della montagna è cambiato e sembra
crearsi una nuova collina. Sono state travolte anche due case antiche
abbandonate. «Il terreno, tutt’ora continua a scivolare, i suoi fruscii sono
inquietanti», racconta il sindaco, Vincenzo Carideo, che da ieri mattina
continua a lavorare per risolvere l’emergenza. Il comune di Pennapiedimonte nel
mese passato aveva chiesto lo stato di calamità naturale dovuto alle forti
nevicate di quest’anno che hanno causato numerosi smottamenti. Finora dalla
Regione non è arrivata nessuna risposta. «Sarebbero necessarie delle analisi
idrogeologiche e una serie di lavori di manutenzione che noi non possiamo
permetterci», continua Carideo, «lo scorso anno abbiamo ricevuto dallo stato
circa 40mila euro in meno a causa dei tagli e del patto di stabilità. Non ci
resta che chiedere aiuto». Il rischio è che la frana si allarghi anche ad altre
zone. «Abbiamo già individuato almeno altri tre punti fortemente a rischio»,
spiega l’ingegnere Carlo De Vitis, «qui si rischia che vengano travolti anche i
fabbricati a valle, con un disastro analogo a quello verificatosi a San Martino
sulla Marrucina».
Vittoria Iacovella