
LUNEDÌ, 21 FEBBRAIO 2005
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Pennapiedimonte in crisi chiede interventi concreti
Emergenza per le frane strade chiuse e danni
PENNAPIEDIMONTE. Emergenza frane su tutto un ampio fronte intorno alla Maiella. In particolare Pennapiedimonte è in crisi per gli effetti delle nevicate e il Comune chiede il riconoscimento dello stato di calamità naturale. La neve è alta anche un metro e mezzo e i danni causati dalle infiltrazioni nel terreno hanno creato problemi alle strade che collegano con Palombaro, Caprafico e Casoli, alcune chiuse al traffico.
Pagina 2 - Chieti
Neve e frane, Pennapiedimonte sconvolta
Il Comune ha pochi fondi disponibili. Il sindaco invoca lo stato di calamità
Difficili i collegamenti dei lavoratori pendolari con la Val di
Sangro
PENNAPIEDIMONTE.
Il paese, come altri Comuni, messo in ginocchio dalle nevicate,
avvenute tra il 26 e il 30 gennaio e tra 9 e 10 febbraio, chiede lo stato di
calamità naturale. La neve, nel paese e tra le strade bloccate, è arrivata anche
a un metro e mezzo. Grossi danni sulle strade che collegano Pennapiedimonte,
Palombaro, Caprafico e Casoli, alcune sono state chiuse al traffico con notevoli
difficoltà.
In particolare per gli operai che si spostano per andare a lavorare nella
zona di Val di Sangro. In totale, sono circa duemila le persone che hanno
risentito dei disagi provocati dal maltempo.
«Abbiamo appena chiamato sia il prefetto che il presidente della giunta
regionale» racconta il sindaco, Vincenzo Carideo, «ormai siamo ridotti in
condizioni pietose e con il disgelo la situazione non può che peggiorare».
Chiusa al traffico la strada Costa Aranciata, importante arteria che collega il
paese con la Val di Sangro e che arrivava fino a Casoli, mentre a causa di una
frana è stata ridotta a un unico senso di marcia via Pissavini. Per
l’impraticabilità di via Di la dal Colle sono rimasti isolati per diversi giorni
due centri di allevamento di suini e ovini e un artigiano che lavora la pietra.
Le difficoltà più pressanti sono state quelle dovute al fatto che non potevano
arrivare sul posto i camion che portano agli animali i rifornimenti di cibo e
mangimi. Rimane chiusa al traffico anche la strada comunale San Giovanni.
«A causa dei tagli sempre maggiori» prosegue Carideo «i fondi comunali sono
pochi. A questo punto, non possiamo che sperare nell’aiuto di altre istituzioni.
E ancora in atto uno studio sull’entità dei danni. L’ asfalto è distrutto, molto
probabilmente saranno necessari lavori di consolidamento, molte carreggiate sono
state ridotte per gli smottamenti, e le frane continuano. A occhio, saranno
necessari almeno 150mila euro e non conosciamo ancora lo stato dei danni nelle
abitazioni private».
Nonostante tutto, in paese, un centro comunque abituato alla neve, le piccole
vie sono praticabili grazie al lavoro di otto operai comunali che ogni mattina
cominciano a spalare. Ieri, sono state riaperte anche le scuole rimaste chiuse
da mercoledì 16. Nessun particolare problema per i rifornimenti di carburante e
per gli anziani, accuditi dal resto della cittadinanza.
Vittoria Iacovella