venerdì 23 aprile 2004

Riunione a Pennapiedimonte e duro documento
La ribellione dei sindaci Undici Comuni chiedono gli aiuti tolti dalla Regione

PENNAPIEDIMONTE. Il popolo degli esclusi si ribella. Ieri mattina, nella sala convegni del comune di Pennapiedimonte, si sono riuniti i sindaci degli undici comuni che secondo una delibera della regione Abruzzo dell’ottobre 2003 non potranno più ricevere gli “aiuti di stato a finalità regionale“. Bucchianico, Carunchio, Casalincontrada, Castelguidone, Celenza sul Trigno, Colledimacine, Guilmi, Lettopalena, Monterodomo, Pennapiedimonte e Taranta Peligna hanno approvato un documento di protesta. Queste aree, infatti, per essere escluse dai finanziamenti, avrebbero dovuto raggiungere un tale livello di sviluppo da non aver più bisogno di incentivi, ma evidentemente non è così, anche perché risultano ancora inserite in quello che si chiama “obiettivo 2“, che comprende le zone in declino industriale, rurale ed economico.
La protesta punta contro la scelta da parte della Regione, di delegare questa decisione alla Camera di Commercio dell’Aquila e non all’Unioncamere che invece ha valenza regionale e riunisce gli interessi delle quattro province. La revisione di questa “Carta degli aiuti di stato“ ha portato all’esclusione dagli aiuti di 11 comuni della provincia di Chieti, 7 di quella di Teramo e 13 di Pescara, per un totale 30.800 abitanti. Nessun centro targato L’Aquila risulta in questo elenco. Anzi, un numero di Comuni dell’Aquilano, che nel totale raggruppa proprio 30.800 abitanti, è stato reintegrato nella lista degli aventi diritto.
Nel documento dei sindaci si legge: «Si tratta di un atto ingiusto e inaccettabile che pregiudica in maniera irreversibile il tentativo di queste amministrazioni di uscire dall’isolamento socio-economico in cui versano. Quello delle zone interne abruzzesi è un vero problema che rischia di frenare e vanificare lo sviluppo dell’intera Regione e si pone come una questione di equità oltre che di responsabilità politica nei confronti di quei territori più arretrati della Regione che incredibilmente vengono a trovarsi privati, di fatto, di appetibili forme di incentivo per nuovi investimenti». Il documento dovrebbe essere inserito nell’ordine del giorno del prossimo consiglio provinciale. Inoltre la questione sarà posta anche all’attenzione delle 5 comunità montane interessate. Ma se anche questa volta non vi ascoltassero? Vincenzo Carideo, sindaco di Pennapiedimonte, risponde: «Siamo ottimisti, sicuri di ottenere un riscontro. Così uniti siamo molto forti politicamente».
Vittoria Iacovella
 



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