Giovedì
25 ottobre 2007
Il piccolo paese ha accolto dieci famiglie rumene, grazie a un progetto voluto dal sindaco Carideo
Pennapiedimonte, esempio di integrazione europea
Pennapiedimonte.
Conta soltanto 600 abitanti il piccolo centro di Pennapiedimonte ma ha deciso lo
stesso di fare un grosso sforzo per accogliere una decina di famiglie rumene,
che sono arrivate in paese lo scorso mese di agosto. Si tratta di una piccola
comunità di 45 persone circa, cui l'Amministrazione Comunale ha trovato casa e
lavoro e ha assicurato istruzione. Sono famiglie poverissime, che in Romania
facevano fatica a tirare avanti, e che per il piccolo centro montano, alle prese
con problemi di spopolamento, possono rivelarsi anche una risorsa. Almeno così
ha pensato il sindaco, Vincenzo Carideo, che ieri, nella sede della Provincia di
Chieti all'ex provveditorato, visto che è anche assessore provinciale, ha
illustrato alla stampa il progetto. L'Amministrazione Comunale, ha fatto sapere
il sindaco, il 14 luglio scorso ha approvato un progetto mirato all'integrazione
di nuovi cittadini della Comunità Europea. "Il nostro è stato un paese di
emigranti - ha spiegato Carideo - io stesso lo sono stato in Svizzera, anche se
per pochissimo tempo, e so cosa significa. Memore di questa esperienza e della
nostra storia abbiamo iniziato un percorso sin dal 2005 che ci ha fatto
diventare, grazie all'Ufficio aperto a Marcinelle, punto di riferimento per
tutti gli immigrati abruzzesi della zona. Abbiamo scelto Marcinelle non a caso,
in ragione del legame con i tragici eventi avvenuti nell'agosto del 1956.
Abbiamo pensato alla Romania dopo una visita istituzionale a Bacau fatta per
altri motivi, in cui ho potuto toccare con mano la situazione di tantissime
famiglie che nelle campagne vivevano senza energia elettrica e acqua corrente.
Dopo averne vagliate diverse, ne abbiamo scelte dieci tra le più povere. Con
l'aiuto della Cominità Montana dell Majelletta, che ha partecipato al progetto,
abbiamo trovato un lavoro per i genitori - impieghi di basso profilo in
agricoltura ed edilizia - abbiamo trovato case in affitto e assicurato un certo
grado di istruzione: corsi di lingua per gli adulti e tempo pieno e servizio
mensa nelle scuole per i bimbi. A ogni famiglia il Comune ha assicurato un
contributo di 50 Euro al mese per ogni figlio, per un massimo di 250 Euro al
mese. Il contributo, uno sforzo notevole per un Comune così piccolo, sarà
assicurato solo per il primo anno, anche se non abbiamo intenzione di lasciare a
se stesse le famiglie più bisognose negli anni a seguire". All'inizio, ha
raccontato ancora il sindaco, c'è stata un pò di diffidenza, ma poi il paese ha
iniziato a conoscere i nuovi arrivati e a considerarli come una risorsa sia per
l'economia locale sia dl punto di vista umano e sociale. A.I.